Cicatrici, Fascia e Dolori muscolo-scheletrici: i risultati di uno studio pubblicato su Nature, la rivista scientifica più importante del mondo

di | 31 Marzo 2020

Un cicatrice è il risultato di un processo riparativo del corpo e che si genera dopo una lesione, o in generale è meglio dire dopo un infortunio.

Già, perché le cicatrici non si formano solo sulla pelle come sei comunemente abiutato a pensare, ma si formano anche in altri tessuti più profondi rispetto alla pelle.

Per esempio può formarsi sulla capsula o sul cercine della spalla dopo una lussazione (sono due tessuti che avvolgono ogni articolazione).

Oppure può formarsi una cicatrice anche su un legamento dopo che l’hai stirato o rotto in buona parte.

Oppure ancora può formarsi una cicatrice sul tessuto di un organo (o sui tessuti che lo circondano) dopo un’operazione.

La cicatrice altro non è che una rapida formazione di tessuto fibrotico a scopo riparativo, ed è un fattore chiave per la nostra sopravvivenza.

Serve infatti a prevenire le emorragie e le infezioni.

Ovviamente questo nuovo tessuto fibrotico non è il tessuto originale.

Diciamo che una cicatrice funziona come una toppa.

E’ come mettere una pezza a un problema perché non ci sono soluzioni migliori di quella.

Questa soluzione però non è esattamente il massimo, perché il tessuto non è più quello di prima.


In alcuni casi in cui la lesione è profonda o interna, possono crearsi delle cicatrici anomale in cui il processo di fibrotizzazione diventa esuberante ed eccessivo, e quello che si ottiene alla fine è il contrario dello scopo iniziale: una cicatrice non fisiologica che fa più danni che altro e che può dare dolore di elevata intensità.

Non è un termine tecnico, ma cicatrici esagerate di questo tipo vengono apostrofate dagli esperti del settore come “piastroni”(i piastroni quando si formano nella pelle sono i cosiddetti cheloidi).

Piastrone è una parola che rende l’idea di cosa sia una cicatrice non fisiologica.

Sostanzialmente la fibrosi eccessiva altro non fa che fondere letteralmente tra loro tutti gli strati di quella zona che dovrebbero invece rimanere ben separati.

Ogni strato di tessuto del tuo corpo ha determinati recettori (cioè i sensori del tuo corpo).

Se gli strati sono separati, anche le sensazioni sono seperate, e tu percepisci le sensazioni giuste al momento giusto.

Ma se gli strati sono fusi tra loro perché la cicatrice è patologica, significa fondere tra loro anche i vari recettori in unico strato.

Quindi succede che si crea un imprevedibile mix esplosivo di sensazione sbagliate.

Se ti va bene la zona diventa insensibile.

Se ti va male il più delle volte al cervello arriva la sensazione di un dolore forte anche solo per uno sfioramento.

Se ti va malissimo, oltre al dolore, comincia a mixare le sensazioni: per esempio tocchi la cicatrice e cominci a sentire anche del caldo o freddo anomalo, o puoi sentire come se qualcuno ti pungesse.

Stimoli di un certo tipo scatenano segnali che non dovrebbero arrivare al tuo cervello.

E’ letteralmente un casino e un disastro.

Il caso che più volte mi è capitato di affrontare, è il caso delle cicatrici conseguenti ad operazione per ernia inguinale, e che provocano solitamente mal di schiena.

Quando viene operati di ernia inguinale, succede che al momento del taglio vengono incisi 2 tipi di Fascia (una più superficiale e l’altro più profonda) che sono separati da 1 mm di spazio.

Si, hai letto bene, UN MILLIMETRO.

Queste 2 Fasce hanno una meccanica di funzionamento completamente differente.

Una si muove in un senso, e l’altra si muove in un altro senso.

Se vengono tagliate entrambe, conseguentemente si può formare un piastrone di cicatrice che fonde questi 2 strati insieme.

Ma fondere insieme 2 cose che hanno 2 meccaniche di lavoro diverso, non porta a nulla di buono.

E infatti sono frequentissimi i casi di mal di schiena che si presentano dopo 5 anni dall’operazione di ernia inguinale.

Esiste una Fascia che collega i muscoli dell’addome con i muscoli della schiena.

Quindi una cicatrice anteriore può dare sintomi posteriori come il mal di schiena.

Magari sono proprio quei mal di schiena che non passano mai, perché tutti gli operatori del settore vanno a trattare dietro, quando la causa è la cicatrice che sta davanti.

Questo veramente è un caso frequente.

Per evitare che tutto questo accada, bisogna trattare la cicatrice.

Ovviamente se c’è anche mal di schiena bisogna trattare la cicatrice per farlo passare, e sistemare tutte le rigidità che il corpo avrà creato per cercare di compensare la situazione.

Per fare una cosa fatta bene in realtà, bisognerebbe trattare la cicatrice già dopo l’intervento. Il prima possibile,

Certamente, nei primissimi giorni non si lavorerà direttamente sul taglio, ma sulle zone vicine, ma è davvero importante cominciare ad allentare le tensioni Fasciali fin da subito per prevenire il piastrone.

La Fascia ha un ruolo cruciale nella formazione stessa di una cicatrice.

Questo è stato dimostrato da dei ricercatori tedeschi del “Helmholtz Zentrum Munchen”, in uno studio pubblicato su Nature, una delle riviste scientifiche più importanti al mondo.

Nel loro studio è stato dimostrato che la cicatrice della pelle si forma originariamente da una sostanza pre-esistente nella Fascia sotto pelle.

Si è visto che dopo una ferita profonda, delle particolari cellule della Fascia chiamate fibroblasti, cominciano a portarsi più in superficie, migrando e trascinando con loro una sostanza gelatinosa chiamata matrice extra-cellulare, vasi sanguigni, macrofagi e terminazioni nervose, con lo scopo di formare il primo tessuto che farà da toppa alla ferita.

Per capire gli effetti di questi fibroblasti della Fascia, i ricercatori hanno creato una cicatrice profonda su dei topi da laboratorio, e hanno disturbato il lavoro fibroblasti in 2 modi distinti:

– In un esperimento hanno “ucciso” i fibroblasti della Fascia con un metodo chiamato ablazione genetica, e hanno trovato che questa sorta di toppa pre-cicatriziale fatta di matrice extracellulare ma senza fibroblasti, migrava ugualmente verso la pelle, ma non si attaccava bene alla ferita e si formavano solo cicatrici anomale o difettose.

– In un altro esperimento hanno posizionato una sorta di pellicola che fungesse da separatore per impedire sia la migrazione dei fibroblasti dalla Fascia, sia della matrice extra-cellulare alla pelle.
Qui hanno visto che le cicatrici non si richiudevano proprio rimanendo cronicamente aperte.

Quindi i risultati di questi esperimenti suggeriscono che la mobilità e la normale tensione della Fascia sono fondamentali per avere una buona cicatrice.

E avere una buona Fascia e una cicatrice significa non avere dolore.

In sintesi, morale della favola:

L’informazione che è importante e che devi cogliere è che questa “toppa” (che ancora non è cicatrice ma lo diventerà), viene generata della Fascia (dai fibroblasti per la precisione) e non dalla pelle.

Perciò la Fascia e i suoi fibroblasti hanno un’importanza ENORME nei processi riparativi di un tessuto lesionato.

E’ forse il fattore più importante da considerare!

Ecco perché bisognerebbe trattare la Fascia subito dopo una qualsiasi operazione chirurgica o qualsiasi taglio profondo.

1 – Per far formare una cicatrice migliore, perché se la Fascia non funziona bene, i fibroblasti (che sono cellule della Fascia) non funzionano bene e non potranno originare una buona cicatrice.

2 – Per prevenire la formazione del piastrone, ed evitare futuri problemi di dolore alla schiena.

La Fascia deve essere mobile, scorrere bene e non essere rigida, affinché i processi riparativi siano migliori e non creare dolore futuro.

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