Fascia, cannabis e dolore

di | 17 Giugno 2020

E’ l’argomento più dibattuto del momento tra i ricercatori.

E’ già risaputo che possa anche aiutare anche nei casi di sclerosi multipla, non dico nulla di nuovo.

Si sa inoltre che la cannabis dà un certo grado di rilassamento muscolare, e quindi in teoria può parzialmente calmare il dolore.

Tuttavia è anche vero che quando si parla di dolore, si parla necessariamente anche di Fascia.

Esiste perciò nesso?

Magari farà sorridere qualcuno, ma in realtà l’argomento è serio: che sia possibile che il meccanismo tramite il quale la cannabis agisce, abbia a che fare con la Fascia?

Come detto, è argomento molto di moda tra i clinici e tra i ricercatori, perché sono usciti recentemente degli studi molto interessanti, che sembrano provare un certo legame tra Fascia, cannabis e dolore.

Carla Stecco e alcuni colleghi ricercatori dell’università di Padova, tra cui la mai troppo citata Caterina Fede, hanno dimostrato che la Fascia dell’essere umano possiede i recettori per gli endocannabinoidi.

Nel corpo, affinché avvenga una reazione di qualsiasi tipo, occorre che una certa sostanza formi un legame con un certo recettore.

Già questo dimostra che la Fascia può essere influenzata dalle sostanze endocannabionidi.

Quello che però non è chiaro è che cosa avvenga DOPO che la sostanza endocannabinoide si è legata al recettore.

Per studiare esattamente questo aspetto i ricercatori hanno prima prelevato un campione di tessuto Fasciale da 3 persone che si stavano sottoponendo a chirurgia ortopedica.

Qui trovi l’articolo originale: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32331297/

Una volta prelevati quei campioni di tessuto, in laboratorio, sono stati stimolati con i cannabinoidi per andare a vedere come queste molecole potessero influenzare la Fascia.

Inizialmente l’idea di base che i ricercatori si erano fatti, è che i cannabinoidi potessero in qualche modo agire sui fibroblasti, facendone variare il numero o migliorandone la funzione.

I fibroblasti sono delle cellule particolari che compongono la Fascia.

Osservando però al microscopio non si notava alcun cambiamento nell’attivitià dei fibroblasti.

L’idea che si erano fatta è stata sconfessata fin da subito.

Hanno quindi deciso di provare ad osservare un altro componente della Fascia: l’acido jaluronico.

Ed è qui che è stata la sorpresa: i ricercatori hanno osservato che in condizioni di laboratorio, somministrando cannabinoidi sintetici, aumentava la produzione di acido jaluronico in poche ore!

L’acido jaluronico a è un elemento critico della matrice extra cellulare, che contribuisce inoltre a dare flessibilità ai tessuti.

Altro non è che un lubrificante che permette lo scorrimento tra i vari strati della Fascia.

Avere acido jaluronico in più, teoricamente significa avere molto più lubrificante in giro per il corpo che rende la Fascia meno densa e più fluida.

Se tutto scorre meglio, i tessuti diventano più adattabili e i movimenti più fluidi.

Inoltre, l’acido jaluronico è anche un componente fondamentale dei processi di rigenerazione e riparazione di tessuti lesionati.

Perciò se ce n’è di più in circolo, è molto più facile che i tessuti danneggiati riescano a ripararsi da soli.

Con acido jaluronico in più, si modificano direttamente le proprietà meccaniche e la rigidità o elasticità della Fascia.

Risultato finale: il dolore diminuisce.

Certamente tutto questo rappresenta indubbiamente un gran bel primo passo per capire come la cannabis, su indicazione medico-sanitaria, possa rappresentare un valido aiuto nella cura del dolore cronico.

Tuttavia, è solo un primo passo.

Infatti personalmente rimarrei ancora molto cauto nel consigliare questo tipo di trattamento per il dolore.

In primo luogo lo dico perché al massimo può essere una terapia di aiuto, più che una terapia soluzione.

Da questo punto di vista la manualità di un Fasciaterapeuta rimane ancora imbattuta.

In secondo luogo non è ancora dimostrato cosa succede con l’utilizzo di endocannabinoidi nel lungo periodo.

In effetti, tutti i pazienti che ho avuto e che dichiaravano in via confidenziale di abusare nell’assunzione di cannabis, erano in realtà tutti pazienti dilaniati da dolori cronici diffusi, molto difficili da togliere.

Tralasciando per un attimo questi studi sulla cannabis, esistono in realtà altri studi che dimostrano che quando l’acido jaluronico si accumula in eccesso e in uno spazio stretto (come tra gli strati della Fascia), tende a modificare la propria funzione e trasformarsi da lubrificante a colla.

Se i tuoi muscoli sono immersi nell’acido jaluronico colloso, alla fine hai più dolore.

Questo di solito accade per colpa di un trauma o di un sovraccarico.

Non è ancora provato che succeda anche per la cannabis.

Ma potrebbe essere comunque una spiegazione valida del perché pazienti che abusano di cannabis, siano dilaniati dai dolori cronici: potrebbero produrre TROPPO acido jaluronico, che poi si trasforma in colla.

Perciò mi toglierei immediatamente dalla testa l’idea che continuando ad assumerne uno possa stare sempre meglio.

Aggiungere un po’ di acido jaluronico può aiutare, ma come in tutte le cose, se ce n’è troppo alla fine fa peggio.

Sicuramente c’è un limite.

Un limite che però la ricerca non ha ancora stabilito.

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