Il punto segreto che sblocca istantaneamte il dolore da fasciti plantari e tendiniti d’Achille

di | 2 Luglio 2018

Chi non conosce il mitico Ken il Guerriero? Si tratta di uno storico cartone animato Giapponese (Anime), che a suo modo ha segnato l’intera generazione Italiana (dopo i mitici robottoni anni ’80), compresa la mia.

Nel cartone animato, Ken è cresciuto come allievo della Sacra Scuola di Hokuto, una scuola di arti marziali in cui si insegna a fare esplodere i nemici premendo determinati punti di pressione.

Tranquillo, non faccio esplodere la gente!

Nella storia di Ken il Guerriero in realtà, si scopre che agire su quei punti di pressione, originariamente era un modo per curare le persone.

Lungi da me dichiarare che il trattamento della Fascia di cui si parla in questo blog, proviene da quello di Ken e della divina scuola di Hokuto (è pura fantasia), tuttavia è un’analogia interessante per spiegare come ci siano dei punti “chiave” del corpo.

Punti che in qualche modo controllano certi processi corporei.

Anche nella realtà esiste un punto chiave che il 90% delle volte permette di eliminare il dolore da Fascite plantare o da tendinite d’Achille, in pochi secondi.

Il punto in questione è quello giallo che si vede in quest’immagine.



Nel mondo reale questi punti chiave stanno sulla Fascia, e ce ne sono tanti nel corpo.

Perciò quel punto in realtà non è l’unico ad avere il potere di liberare le persone dal dolore muscolare e scheletrico.

Premere su un punto del tessuto anche solo di qualche centimetro più spostato, non è la stessa cosa, perché solo da punti ben precisi si possono attivare certi processi del corpo.

La stessa cosa avviene nella Fascia.

La Fascia è un grandissimo tessuto che avvolge tutto il corpo, e in particolare tutti i muscoli.

Questi punti, stando sulla Fascia, controllano i muscoli che la Fascia avvolge, e in particolare servono per controllare quante e quali fibre attivare durante un determinato movimento, il tempismo e il sincronismo con cui queste fibre si devono attivare in relazione agli altri muscoli.

L’insieme di tutti questi aspetti prende il nome di coordinazione.

Non a caso questi punti segreti della Fascia prendono il nome di “centri di coordinazione”.

Quando un trauma va a disturbare il normale processo di funzionamento del centro di coordinazione, tutto il movimento viene sballato e deviato dal binario originale, e con tutte le fibre che si attivano quando vogliono perché non sono sincronizzate.

Movimento sbagliato, deviato, asincrono = dolore.

Nei casi di Fascite plantare (con o senza sperone calcaneare non cambia niente), ma anche nelle tendiniti del tendine d’Achille, è quel punto giallo dell’immagine precedente ad essere (frequentemente) responsabile del dolore.

Normalmente non è possibile dire quali siano i punti esatti per risolvere il dolore, ed è assolutamente necessario capirlo tramite la mappatura delle cause.

Tuttavia c’è sempre un’eccezione, e questo è il caso.

Nella Fascite plantare e nelle tendiniti del tendine d’Achille, il 90% delle volte quel punto (centro di coordinazione) al centro del polpaccio, è completamente alterato e impedisce alle singole fibre muscolari del polpaccio di muoversi in maniera sincronizzata e coordinata, senza che le forze esercitate sul tendine siano equilibrate tra loro.

Risultato?

Muscolo lavora male –> tendine tira male –> articolazione si infiamma –> dolore (in questo caso sotto la pianta, o sul’attacco posteriore del tendine)

Ora voglio entrare nel merito di cosa intendo quando dico “forze esercitate sul tendine equilibrate tra loro”.

Nello specifico, osserva l’immagine qui sotto:

– a sinistra una foto da cadavere dove hanno asportato tutta la Fascia che avvolge il polpaccio. Ne è stata lasciata un po’ tra i 2 gemelli, e sul tendine di Achille.

– a destra un disegno di un libro di medicina.

Prima di tutto nota come l’anatomia da cadavere e l’anatomia del libro sono molte diverse: a sinistra, a separare le due parti carnose del polpaccio (i cosiddetti gemelli), esiste tutta una fine riga centrale bianca, che nell’immagine da libro non è proprio disegnata.

Quella sarebbe Fascia.

(Notare anche come la parte carnosa sinistra scende molto di più rispetto a quella destra, mentre nella foto da libro questa situazione non è disegnata: pensa cosa possa significare studiare medicina su basi sbagliate)

Esattamente su quella riga bianca di Fascia si trova uno punti chiave che coordina i 2 gemelli tra di loro.

Lì c’è il punto chiave che serve a risolvere Fascite plantare e Tendinite d’Achille (CC).

In una condizione normale, il gemello di destra e il gemello di sinistra tirano con la stessa forza, ma in direzioni leggermente diverse, come indicato dalle frecce: il gemello di sinistra tira in alto e a sinistra (A), e il gemello di destra tira in alto e a destra (B).

Le due forze A e B che tirano lateralmente, tra di loro si bilanciano, e il tendine tira lungo la linea Z che è correttamente allineata, esattamente come si vede nella figura 1.

In questa situazione il piede si muove regolarmente avanti e indietro, con un movimento allineato, e l’elemento che permette il bilanciamento è il punto chiamato CC (centro di coordinazione) al centro del polpaccio, che riesce a comandare correttamente le due parti del polpaccio, A e B.

Cosa succede per esempio dopo una vecchia distorsione di caviglia o una frattura della gamba?

Succede che tutto il bilanciamento e la sincronizzazione se ne vanno a quel paese, perché il comandante che è il CC, non riesce più a comandare correttamente le due parti del polpaccio A e B.

In parole più semplici, succede che A tira più di B, oppure B tira più di A.

E questo è una conseguenza del fatto che il punto chiave, cioè il CC, non riesce a comandare bene A o B.

Il risultato diventa uno di questi due:

Nel caso della figura 2, abbiamo che A dovrebbe tirare con forza 100, e invece tira con forza 30.
B continua a tirare normalmente a piena potenza con forza 100.

Quindi accade che la linea Z è disallineata, e il tendine tira in maniera storta.

Risultato?

Dolore al calcagno dove il tendine si inserisce (tendinite d’Achille), oppure anche sotto la pianta del piede (Fascite plantare)

Oppure può accadere il caso opposto, come nella figura 3, è B a tirare più di A, perché dopo un trauma il punto chiave CC, comanda male le due parti del polpaccio.

La sintesi di entrambi i casi è che una parte del polpaccio tira più dell’altra, il movimento diventa disallineato, e piano piano si forma il dolore all’inserzione del tendine sul calcagno, o sotto alla pianta all’inserzione della Fascia plantare, che sono i punti che risentono effettivamente della trazione completamente sballata e deviata.

Come fare per riportare la situazione alla normalità?

Sicuramente non agendo sull’inserzione del tendine o sulla pianta del piede che, come abbiamo visto, sono solo gli ultimi anelli della catena.

Quello che bisogna fare è liberare la Fascia in quel punto chiave che coordina le due parti del polpaccio, con il suo trattamento specifico.

Non agendo sulla sede del dolore con laser, ultrasioni, tens, onde d’urto, o massaggi.

Il dolore è solo la conseguenza finale.

Serve il trattamento della Fascia, sul punto “segreto” che comanda le altre parti che partecipano al movimento.

I medici purtroppo non conoscono la Fascia anche se dovrebbero, e quindi non riescono ad avere una visione d’insieme e si limitano a trattare dove una persona ha male, bombardandoti delle terapie più disparate e con risultati molto scarsi.

Serve il trattamento della Fascia sulla causa, non sul sintomo finale, per riportare la situazione a quella della figura 1, e sbloccare definitivamente il dolore.

Come detto, non è l’unico punto segreto, in realtà ce ne sono tanti nel corpo, solamente che nei casi di tendinite d’Achille o Fascite plantare è FREQUENTISSIMO che il punto segreto per sbloccare il dolore sia quello di cui ho parlato finora.

Se il tuo caso è proprio questo, occorre confermare il tutto tramite una visita specifica che si chiama Mappatura delle Cause e che puoi richiedere qui.

Se invece il tuo dolore è in un’altra zona del corpo, serve comunque scoprire quale sia il punto segreto che ti sta generando il dolore tramite la Mappatura delle Cause che puoi richiedere qui.

Alla prossima!

14 pensieri su “Il punto segreto che sblocca istantaneamte il dolore da fasciti plantari e tendiniti d’Achille

    1. Davide Raimondi Autore articolo

      Buongiorno Cristina.
      Ne sono lieto!

      Un saluto

      Rispondi
    2. Roberta

      Io vorrei sapere cosa devo fare x un dolore tra la caviglia e la parte dietro del piede forse dovuta ad una vecchia distorsione sono 6 mesi ke ho dolore e non riesco a risolvere con nulla

      Rispondi
      1. Davide Raimondi Autore articolo

        Buongiorno Roberta.
        Per prima cosa mi spiace che ancora la soluzione al dolore non sia stata trovata.
        Molto probabilmente è proprio perché nessuno ha mai pensato di valutare la Fascia.

        Quello che deve fare è sostanzialmente il trattamento della Fascia, che però non è come un semplice massaggio in cui si tratta la zona sintomatica e via. E’ essenziale capire da dove parte il problema.

        Il trattamento della Fascia è certamente una tecnica molto potente da usare per combattere il dolore, ma se non è mirata alla causa, fallirà come qualsiasi altra tecnica manuale o strumentale.

        Perciò il primo passo da fare è una visita/valutazione con un Fasciaterapeuta, che io personalmente chiamo Mappatura delle Cause.
        Certamente la distorsione di caviglia è una causa valida e già quella può giustificare il dolore; in quel caso, basta trattare la Fascia della caviglia e il dolore passa.

        Tuttavia dalla Mappatura delle Cause potrebbe emergere che ci sono anche altre cause: per esempio, ma potrebbe veramente essere qualsiasi cosa, potrebbero esserci anche dei problemi derivanti da vecchi traumi o operazioni chirurgiche a livello del bacino o dell’anca che stanno tirando giù fino al piede. In quel caso servirà trattare anche le altre cause, altrimenti trattando solo la caviglia il dolore non passerà completamente.

        Senza un quadro preciso della situazione questo è il massimo che posso dire per il suo problema, spero risulti comunque utile.

        Rispondi
  1. Michele b

    Salve sono un ragazzo amante dello sport e specie della corsa. Da marzo ho avvertito i primi dolori riconducibili a fascite plantare su entrambi i piedi, ho fatto diverse sedute da un fisioterapista, ho fatto anche diverse terapie con gli ultrasuoni (molte dolorose) purtroppo non sono ancora guarito. Il dolore è diminuito mi permette di camminare quasi senza dolore ma per uno come me abituato a macinare km basta camminare un pò di piú e il dolore è sempre lí, ovviamente non sono ancora tornato a.correre e ultimamente sento anche molto fastidio e dolore nella parte bassa del tendine d’Achille, proprio come ho letto nel suo interessante articolo…vorrei essere visitato da lei come posso contattarla? Sono Veneto e abito molto vicino alla provincia di rovigo

    Rispondi
  2. Josefine Hussain

    La prima cosa da fare e un esame attento e accurato. Io sottopongo a un esame baropodometrico dinamico, un lavoro computerizzato che permette di studiare le pressioni plantari esercitate al terreno, poi si effettua la stabilometria, che serve a capire quanto carico viene distribuito su una gamba e quanto su un’altra. Quando la situazione e chiara, si procede alla creazione di un plantare su misura. L’obiettivo e mettere il piede in una posizione la piu corretta possibile. Di solito, punto su un appoggio neutro: meglio evitare gli estremi, che possono presentare controindicazioni. Se poi una delle due gambe lavora di piu, puo essere necessario un piccolo rialzo per equilibrare la distribuzione.  Lavoro molto con il materiale Noene, ma in modo differenziato: a seconda del peso e della struttura fisica, puo essere necessario in quantita diverse. Per una ginnasta di 60 kg puo essere sufficiente quello da due millimetri, mentre un uomo di 90 kg ha bisogno di quello da quattro millimetri

    Rispondi
    1. Davide Raimondi Autore articolo

      La prima cosa da fare è un esame accurato…un cavolo!
      Quegli esami e quei plantari puoi bruciarli.

      L’esame baropodometrico non serve. Computerizzato o no, non serve. Così la stabilometria, non serve.
      Sono tutte misurazioni di sintomi e conseguenze di un problema.
      Le persone con quegli esami in mano ne sanno quanto prima del loro problema.
      Al massimo uno li fa se proprio con il trattamento della Fascia non passa (evento raro).

      Il plantare poi non risolve per nulla la questione, perché non corregge a monte il problema.
      Il plantare agisce da valle e non va bene.

      Mettere i plantari è come rifare la convergenza ad una macchina col motore rotto.

      Ma cosa vuoi raddrizzare che non va?

      Metti a posto il motore no?

      La stessa cosa nelle fascisti plantari: è molto meglio mettere a posto ciò che fa andare il piede fuori dal suo asse, piuttosto che cercare di forzarlo nella direzione giusto.

      E’ veramente semplice e intuitivo.

      Quando vi deciderete a guardare le cause dei problemi con una visione d’insieme che comprenda la conoscenza dell’anatomia al 100&?

      Che senso ha star lì a fare mille esami inutili o a fabbricare plantari (che perdono la loro forma già dopo 2 settimane) quando lavorando 3-5 minuti il punto descritto nell’articolo il dolore passa?

      Se non passasse posso capire che uno voglia approfondire con tutti gli esami del mondo…

      …ma siccome il 95% delle volte passa, perché fate perdere tempo alle persone?

      Rispondi
  3. Francesca

    Buongiorno! Da luglio 2019 non riesco più a correre nonostante diverse terapie ( massaggio, manipolazioni, tecar , infiltrazioni ).Una settimana fa sono stata dall ‘ osteopata.
    Il problema è nel polpaccio appena finisce il tendine di Achille e inizino i gemelli.
    La sensazione è più di stanchezza e anche se non corro dopo 4/ 6 ore in piedi il mio polpaccio lo sento più debole e stanco.
    Dall’ ecografia e dall ‘ eccocodopper risulta tutto ok.
    L’ osteopata mi ha sistemato la postura e domani ( quindi a una settimana dal suo trattamento )
    dovrei provare a correre ma anche oggi la sensazione che pare sia lievemente diminuita è sempre presente.
    Chiedo se è possibile Cosa possa essere ed un eventuale terapia .
    Grazie Francesca

    Rispondi
    1. Davide Raimondi Autore articolo

      Buongiorno Francesca.
      Premesso che è impossibile dire di che cosa si tratti con certezza senza valutare dal vivo, provo ad avanzare un’ipotesi.
      Potrebbe trattarsi di un deficit di attivazione muscolare.
      La Fascia è l’organo della coordinazione, cioè riesce a sincronizzare l’attivazione di fibre muscolari diverse, anche lontane tra loro.
      Il senso di stanchezza potrebbe essere dovuto al fatto che ci sono alcune fibre muscolari del polpaccio che non si attivano.
      Perciò il polpaccio, nel momento in cui corri, invece di usare tutte le fibre di cui è composto, ne usa magari solo metà.
      Conseguentemente se metà delle fibre muscolari devono fare un lavoro doppio per compensare, va da sé che si stancheranno prima.
      Perciò la causa di questo deficit di attivazione potrebbe essere nella Fascia, ma non necessariamente nella Fascia del polpaccio, ma magari anche nella Fascia della coscia o della schiena.
      Attenzione: indipendentemente dal risultato ottenuto dall’osteopata, se non ha trattato la Fascia, avrai comunque un risultato parziale anche se temporaneamente potrebbe andar meglio.
      Per fare valutazione e trattamento della Fascia scrivi a:

      davide.fasciaterapeuta@gmail.com

      Rispondi
  4. Silvia

    Buongiorno , dopo un osteotomia varizzante femorale mi sono svegliata senza sentire più il piede , mi hanno diagnosticato deficit dello spi e dello spe che fortunatamente dopo due mesi mi sta passsndo ma ho tendinopatia achillea e fascite , in questo caso come dovrei agire ?

    Rispondi
    1. Davide Raimondi Autore articolo

      Buongiorno.
      Scritta così, sembrerebbe che Fascite e tendinopatia achillea siano stati causati anche loro dall’intervento di osteotomia varizzante. In questo caso trattando la Fascia della zona femorale e della gamba, si dovrebbe risolvere. E’ possibile comunque che la causa sia anche un’altra, e che l’intervento chirurgico invece abbia solo contribuito a “far traboccare il vaso”.
      Consiglio di fare una valutazione dal Fasciaterapeuta per confermare la causa o trovare altre potenziali cause, e poi procedere con il trattamento della Fascia.
      E’ possibile che sia da trattare il punto che ho descritto in questo articolo, ma non è detto. Ce ne sono altri 200 punti come questo che sono potenzialmente colpevoli, perciò serve per forza il Fasciaterapeuta che scovi i punti giusti.
      Non l’osteopata, non l’ortopedico o il fisiatra. Un Fasciaterapeuta.

      Rispondi
  5. Pia

    Buonasera
    Dopo un periodo di inattività ho ripreso quest’inverno a correre… prevalentemente a casa con tappetto… premetto che non ho badato alla calzatura e ho usato una vecchia scarpa da running. Da lì sono iniziati dopo 4 mesi i miei problemi. Inizialmente dolore gluteo e coscia posteriore
    Poi debolezza al polpaccio, sensazione di appoggiare male il piede. Ora dopo aver interrotto la corsa, il dolore alla coscia e alla gamba superiore è praticamente passato mentre persiste dolore tensione al polpaccio fino al tendine d’achille e tallone. Se salgo sulle punte peggiora. Cosa potrebbe essere e cosa dovrei fare?
    Grazie

    Rispondi
    1. Davide Raimondi Autore articolo

      Buongiorno Pia!
      Potrebbe tranquillamente trattarsi di una tensione fasciale che va dal piede fino al gluteo e alla coscia posteriore.
      I sintomi che si sono attenuati, probabilmente si sono compensati, ma il problema probabilmente non è sparito.
      Difficile dire di più senza una valutazione fatta di persona. Il trattamento della Fascia dovrebbe funzionare.
      Nel frattempo può essere utile ma non definitivo, usare una pallina abbastanza dura da mettere sotto il polpaccio e sotto la coscia per automassaggiarsi.

      Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *