Schiena-ginocchia-piedi: il triangolo amoroso che gli esercizi posturali non riescono a rompere, ma il trattamento della Fascia si.

di | 4 Settembre 2020

Abbiamo già affrontato in passato il problema dell’inadeguatezza dei soli esercizi posturali per curare la lombalgia ( o mal di schiena per i meno esperti).

Come abbiamo già visto la zona lombare ( da cui il termine lombalgia), cioè la parte bassa della schiena, spesso viene lentamente e costantemente colpita da problematiche che riguardano altre parti del corpo.

Se non hai seguito, e ti invito caldamente a farlo, i miei precedenti articoli di faccio un resoconto flash di quello che succede!
Pronto?

Ok si parte!

Quando subisci un trauma di qualsiasi tipo, e con qualsiasi tipo intendo anche le operazioni chirurgiche, che sono veri e propri traumi per il nostro corpo, la fascia in quel punto diventa più rigida (tecnicamente noi diciamo che si densifica).

Questo comporta che la zona traumatizzata avrà un movimento difficoltoso con una sensazione di rigidità.

Procedendo con la guarigione questa sensazione va pian piano svanendo, a volte anche senza fare niente di particolare, ingannandoci che la situazione sia risolta.

Esatto hai capito bene: il nostro corpo CI INGANNA!

Diciamo che il nostro corpo non ci odia e non ama farci scherzi inutili, infatti questo è un inganno a fin di bene: ci permette di tornare a far muovere il meglio possibile la zona che ci faceva male e sentivamo bloccata.

Già, il corpo infondo ci vuole bene!

Allora perché dico che è un inganno?

Perché anche nel corpo, come nella vita, tutto ha un prezzo!

Si tratta del principio di autoconservazione.

Cerchiamo ora di capire come funziona questo scambio equivalente che il nostro corpo mette in atto per farci tornare tranquilli e spensierati.

La zona bloccata, col tempo, comincerà a compensare ( praticamente fa uno scarica barile) sulle zone vicine.

La fascia tirando verso la zona del trauma comincia ad attivare le zone vicine che risponderanno tirando a loro volta, fino a trovare un equilibrio.

Attenzione si parla di piccole tensioni che si sviluppano per molto tempo, non di strattoni improvvisi, quindi tu nemmeno te ne accorgi che sta succedendo tutto questo tiro alla fune.

Queste zone vicine che si attivano per riequilibrare il tutto, quando la situazione di equilibrio si stabilizza, rimangono però in una situazione di stallo.

Immaginale come degli ostaggi veri e propri del trauma.

Ma cosa succederà a questi ostaggi nel tempo?

E come questo “rapimento” c’entra con la lombalgia?

Eh è qui che volevo arrivare!

Perché le zone ostaggio stanno svolgendo un lavoro in più rispetto a quello che sono state progettate e si sviluppano quindi delle tensioni che non ci dovrebbero essere.

E lo sappiamo che anche il migliore dei lavoratori a furia di fare straordinari si stanca e molla tutto!

E come fa il nostro corpo, o una sua parte, a farci capire che non ce la fa più?

Interviene il nostro più grande amico e nemico: il dolore!

Tu dirai: “ok adesso che mi sono letto tutto il malloppo su come funziona voglio capire cosa succede alla mia povera schiena e perché è così amica delle ginocchia!”

Giusto giusto!

Comincio a dirti che ci sono zone che per la loro posizione sono più “legate” tra di loro, unite nel bene e nel male.

Proprio questo è il caso di ginocchia, piedi e schiena che per come è disposta la fascia spesso si alterano a vicenda.

Soprattutto ginocchia e piedi, visto che sono zone particolarmente messe sotto stress, sono soggette a traumi che a lungo andare vanno a colpire anche la schiena.

Gli sportivi in particolare, spesso subiscono traumi in queste zone, e anche chi non è ferrato negli sport può cadere vittima delle terribili distorisioni, che possono essere sia di caviglia che di ginocchio.

Quindi per i meccanismi che ti ho illustrato prima, è davvero molto facile che traumi su queste zone, influenzino direttamente la schiena e a lungo andare possano scoppiare nelle famigerate lombalgie.

Come avrai letto nel titolo però questo triangolo amoroso può essere rotto e liberare la schiena dalla sua progionia!

Ti svelo un segreto però: non sono l’unico che riesce a “vedere” questo meccanismo, tuttavia altri usano tecniche che non risolvono a pieno il problema.

Molto spesso, infatti, anche i cosiddetti “posturologi” vedono questo intrigo di legami, e ti daranno mille mila esercizi per allungare i muscoli delle gambe o delle caviglie, per alleggerire la loro presa sulla schiena.

Bada bene che ho detto muscoli, e non Fascia.

Inoltre, so che l’hai notato, ho detto ALLEGGERIRE, non ELIMINARE.

Infatti la ginnastica posturale tende a ridurre momentaneamente la tensione sulla zona e non a eliminarla completamente.

Fa male quindi mettersi a fare le posture?

Ma assolutamente no!

Però, però, però…

Non eliminando il problema alla radice, semplicemente rischi di portare sempre più avanti la cosa, posticipando sempre di più la soluzione di tutto.

Tornando all’esempio dell’ostaggio: è come se gli dessimo tante piccole ore d’aria ma senza mai dargli la libertà, il che a lungo andare lo farà stare sempre peggio!

Ma la vogliamo liberare sta benedetta schiena?

L’unico modo è colpire in modo diretto e preciso chi sta compiendo il misfatto, e possiamo risolvere il caso solo affidandoci a bravi investigatori.

Con la MAPPATURA DELLE CAUSE potrò scovare il vero colpevole e con la TRATTAMENTO DELLA FASCIA potrà dargli il colpo di grazia per liberare il nostro ostaggio.

Questo senza interminabili sedute di esercizi posturali che durerebbero anche per mesi, se non anni, non portandoti mai a stare completamente bene.

Se ancora non sei convinto, ti racconterò un fatto di storia vera!

Una paziente che mi è arrivata in studio proprio per una lombalgia.

Ti parlerò di C. , una mia paziente che non ha passato proprio la sua migliore estate.

Infatti C. era al mare, con la famiglia, quando improvvisamente schiena bloccata.

Allora subito dal medico che ordina ogni tipo di esame, senza trovare granchè, se non qualcosa legato all’età.

Ma questo blocco improvviso proprio non si spiegava!

E quindi giù soldi tra medicine, ortopedici, ecc, e perdite di tempo a non finire.

Ma niente il dolore continuava e di volta in volta anche il blocco della schiena.

Per fartela breve: dopo la mappatura delle cause scopro che da giovane si era operata a entrambe le ginocchia.

Tre sedute.

In tre sedute ho trattato le ginocchia e messo in piedi la povera C.

Al di là del numero di sedute, che a fronte della risoluzione del problema può anche essere un fattore irrilevante, quello che vorrei sottolineare è che la tecnica può essere anche la più potente del mondo per risolvere il dolore (e lo è), ma fa comunque un buco nell’acqua se la causa non è chiara.

Insomma, la potenza è nulla senza il controllo.

Solo la mappatura delle cause può fare emergere davvero tutte le possibili cause del problema, e non la semplice visita fisiatrica/ortopedica, da cui spesso si esce con in mano una semplice terapia per il sintomo.

Nel caso di C. è bastato semplicemente guardare un po’ più in là, senza soffermarsi direttamente sul sintomo, e la soluzione è sbucata fuori quasi da sola.

Per il Fasciaterapeuta questo genere di ragionamento è routine, mentre per la stragrande maggioranza dei fisiatri e degli ortopedici ragionare in questo modo è un ostacolo insormontabile.

Non dico che non capiscono e che gli esploda il cervello se pensano in questo modo, ma se non cominciano ad ampliare la loro visione del corpo così ridotta, rimarranno sempre una soluzione che tampona un problema, ma non lo risolve.

E non stiamo parlando di sfociare nella medicina alternativa in modo da avere un “approccio olistico al corpo che consideri l’energia positiva della persona”.

La Fascia e il suo relativo trattamento rientrano nella medicina scientifica basata su studi scientifici, che però per vari motivi (che ho trattato soprattutto nel libro e che non ripeterò ora), viene sostanzialmente ignorata o non presa in considerazione.

Morale della favola?

Affidati a chi ha bene in mente quali sono i veri problemi, a chi sa quali sono i veri cattivi e sa come catturarli!

Se no rischi di vagare a lungo senza trovare una vera soluzione!

Evita di sentirti come Renato Zero che il triangolo “ non lo aveva considerato”.

Se pensi di rispecchiarti in questa storia e in quello che ti ho spiegato, contattami al più presto in modo da attuare in modo veloce e preciso il trattamento più adatto a te!

Mi raccomando!

Alla prossima!

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